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TEB: l’Autobus del Futuro Arriva Dalla Cina

Presentato all’Expo Technology di Pechino con un modellino in scala soltanto qualche settimana fa, il TEB (Transit Elevated Bus), è un autobus da 1.200 posti in grado di sopraelevarsi e passare sopra le auto non ostacolando la circolazione.

Quasi come in un film di fantascienza, il TEB scivola lungo i binari appena sopra il traffico degli autoveicoli della città. E’ largo sei metri e scorre su rotaie di due corsie. Stando ai dati del progetto il costo per la produzione di un TEB e la copertura di 40 km di rotaie si aggira intorno ai 4,5 milioni di dollari –  il 10% del costo di produzione di una metropolitana.

Il bus si muove su rotaie, è alimentato da energia elettrica, ed è perfettamente funzionante per i test sulle strade.

Sono già previsti e calendarizzati i test per il mese di aagosto nelle città di Qinhuangdao, Nanyang, Shenyang, Zhoukou e Tientsin.

L’idea

L’idea è stata originariamente proposta nel 1969, con il nome di The Bos-Wash Landliner, da due architetti americani Craig Hodgetts e Lester Walker.

Più tardi il TEB è stato disegnato da Song Youzhou della Future Parking Equipment Company di Shenzen e l’idea è stata presentata alla tredicesima edizione del Bejing International Expo nel maggio del 2010.

Come Funziona ?

I passeggeri accedono al TEB attraverso delle piattaforme mobili munite di scale collocate sui lati esterni dell’autobus. Gli autobus camminano su rotaie proprie come i tram. Alcuni modelli sono progettati per essere muniti di aste di captazione che permettono il passaggio della corrente elettrica mentre altri vengono alimentati attraverso i pannelli fotovoltaici.

L’autobus cammina a una velocità di circa 60 km/h ed è in grado di trasportare fino ad un massimo di 1.200 persone.

L’autobus è munito di sensori per segnalare ai conducenti durante la svolta, o per avvisarli nel caso in cui si avvicinassero troppo alle pareti interne. Song Youzhou ritiene che il TEB sia in grado di rimpiazzare circa quaranta autobus, così da ridurre il consumo di carburante e soprattutto le emissioni di scorie.

Dal punto di vista pratico fa risparmiare un moltissimo spazio su strada – anche se comunque non abbastanza per risolvere il problema del traffico cinese. Questa novità si colloca tra le varie soluzioni di mobilità sostenibili come il car sharing, la condivisione della propria auto e le vetture elettriche che contribuiscono a risolvere il problema della congestione delle strade.

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Oculus Rift Disponibile dal 22 Settembre: Ecco Come Acquistarlo

Gli attesissimi Oculus Rift, i famosi visori per la realtà virtuale, arrivano finalmente in Europa.

La distribuzione di massa è prevista per il mese dal 22 settembre.

Il visore è già disponibile da diversi mesi sul sito ufficiale al prezzo di 699 euro e negli Stati Uniti è possibile acquistarlo presso le principali catene di elettronica. Questa possibilità sarà attivata anche in Europa e nei negozi canadesi a partire dal 22 settembre.

In Gran Bretagna i negozi autorizzati alla vendita saranno le catene di Game, PC World, John Lewis e i prestigiosi  magazzini di Harrods.

In Francia l’acquisto sarà disponibile su Amaazon.fr e presso i punti vendita FNAC.

L’Italia resta esclusa e per il momento gli interessati e gli appassionati di realtà virtuale dovranno obbligatoriamente recarsi all’estero se vogliono acquistare gli Oculus Rift.

In Germania il visore sarà disponibile nei negozi di MediaMarkt e Saturn, i quali fanno entrambi parte del gruppo MediaWorld, largamente diffuso nel suolo italiano, perciò c’è la possibilità di vedere prossimamente il prodotto anche in Italia.

La distribuzione di Oculus Rift è stata accompagnata dal software su cui si possono contare gli acquirenti del visore e per ora sono disponibili oltre 100 giochi e contenuti VR.  Le caratteristiche principali di Oculus Rift.

Oculus Rift innanzitutto non è dispositivo stand alone.

Per poter funzionare ha bisogno di essere collegato ad un PC performante e con delle caratteristiche di alto livello.

Il nuovo visore per la realtà virtuale ha uno schermo OLED con una risoluzione 2160×1200 pixel (1800×1200 pixel per occhio), un refresh rate a 80Hz e un angolo di visione di 110 gradi.

Ha un comparto audio dotato di microfono e cuffie sostituibili.

L’Oculus Rift ha alcuni sensori come l’accelerometro, il tracking posizionale, il magnetometro e il giroscopio.

Requisiti che deve avere un Pc per supportare l’Oculus

L’azienda che ha sviluppato l’Oculus VR indica appositamente tutti i requisiti che dovrebbe possedere un PC per supportare il dispositivo.

  • CPU Intel Core i5-490 o superiore
  • scheda video GeForce GTX 970 o AMD Radeon R9 2990 o superiore
  • almeno 8GB di memoria RAM
  • porta HDMI 1.3
  • tre porte USB 3.0
  • una porta USB 2.0
  • sistema operativo Windows 7 o più recente

Per il momento l’ Oculus Rift non è compatibile con i sistemi operativi Linux e OS X dei computer Mac.

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Project Alloy: la nuova porta d’accesso alla VR

Intel ha disegnato e progettato Project Alloy, un nuovo visore VR (virtual reality) simile ai già noti Oculus e HTC Vive, che rispetto ai due modelli già in commercio, è privo di fili e non richiede accessori esterni per funzionare.

Dispone di due camere Intel Real Sense: una per poter mappare in tempo reale l’ambiente circostante e riconoscere la profondità e l’altra per usare le proprie mani come dispositivi di input e interazione, che permette di integrare oggetti reali nella realtà virtuale.

Project Alloy non ha bisogno di una stanza dedicata per funzionare e neppure di un joypad perchè è un sistema a sè e, per questa ragione, non necessita di un PC a cui collegarlo, come invece accade con gli altri visori in commercio.

Brian Krzanich, CEO di Intel, ha presentato il Project Alloy all’Intel Developer Forum.

Durante la presentazione Kranich parla di Merged Reality, un mix che fa convergere la realtà virtuale e la realtà aumentata. Lo scopo alla base del progetto punta a unire la realtà virtuale e il mondo reale in un’unica entità, con oggetti del mondo reale che possono essere portati nella realtà virtuale e viceversa.

Intel non è ancora entrata nei dettagli sull’hardware che supporterà il visore, ma ha svelato la collaborazione con Microsoft per lo sviluppo di una piattaforma software basata su Windows Holographic.

L’azienda ha accennato all’eventualità di una licenza open-source per il Project Alloy per permettere a terzi di realizzare prodotti finali con questo hardware.

Project Alloy sarà disponibile nel 2017 e sarà open source, sia l’hardware che il software, e ognuno potrà prendere la piattaforma, rivederla, migliorarla e vendere la sua versione personalizzata.

Differentemente dal Gear VR di Samsung o all’Oculus Rift Project Alloy, a livello di risoluzione e precisione nel tracking dei movimenti il visore, è progettato per essere un dispositivo all-in-one.

La potenza a bordo non è infatti paragonabile a quella che un computer dedicato può mettere a disposizione, ma l’assenza di cavi e la batteria integrata rappresentano un’arma in più, soprattutto nel settore del business dove si tiene conto della praticità.